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Domande e risposte sul progetto di Veritas per produrre autonomamente energia elettrica dal Css

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La potenza complessiva degli impianti di produzione resterà la stessa di oggi?

Veritas (attraverso la società controllata Ecoprogetto) NON ha chiesto alcun aumento di potenza nominale delle due linee per l'autoproduzione di energia elettrica, già entrambe autorizzate nel 2017 dalla Regione. La capacità degli impianti si misura infatti in MWt (megawatt termici) e quella autorizzata è di 20 MWt per la prima linea e 27,9 MWt per la seconda (non ancora in funzione). Veritas chiede di poter realizzare una terza linea, con potenza nominale di 20 MWt, che servirà esclusivamente per essiccare i fanghi da depurazione civile e che non entrerà mai in funzione contemporaneamente alle altre due, mantenendo inalterate le emissioni e le produzioni energetiche. La potenza massima su cui potrà contare Veritas sarà sempre la stessa autorizzata di 47,9 MWt, ma avrà più flessibilità di utilizzo degli impianti e più sicurezza, dato che per circa un mese all'anno gli impianti di questo tipo devono essere fermati per le manutenzioni.

Il bacino da cui arriveranno i rifiuti resterà quello attuale (la Città metropolitana di Venezia più il Comune di Mogliano Veneto)?

Non sono previsti arrivi di rifiuto secco (da trasformare poi in Css) diversi rispetto agli attuali. Attualmente gli impianti che trattano il rifiuto secco residuo sono autorizzati per 258.000 tonnellate, ma ne trattano da diversi anni "solo" 150.000, dato che sia la Città metropolitana di Venezia e la stessa città di Venezia risultano prime in Italia per raccolta differenziata (68,5% nella Città metropolitana e 57,8% nel Comune di Venezia). Infatti, su 530.000 tonnellate di rifiuti URBANI raccolti da Veritas nel proprio territorio, solo 150.000 sono rifiuto secco residuo. Da questi rifiuti si producono solo 60.000 tonnellate di Css: la differenza di peso è dovuta al calo di umidità ottenuto dal processo di biostabilizzazione (autentico valore aggiunto degli impianti di trattamento di Veritas-Ecoprogetto) e dei materiali recuperati e avviati comunque al riciclo (ad esempio, vetro, inerti, metalli). L'importante, quindi, è che sia garantita la combustione di sole 60.000 tonnellate di Css prodotto: questo viene garantito dall'attuale autorizzazione e la garanzia è già insita nella richiesta di Veritas che non è interessata a portare a combustione diretta più di questa quantità di Css. Prima di tutto perché non si può legalmente, poi perché il limite è già garantito dalla capacità tecnica degli impianti e dall'autorizzazione richiesta. Va infine tenuto presente che queste 60.000 tonnellate di Css possono essere oggi portate a combustione insieme al carbone nella vicina centrale Enel e che proprio a causa della progressiva e imminente chiusura di questa centrale Veritas chiede di valorizzarle nei propri impianti non potendo conferirle ad Enel. In sostanza, le stesse 60.000 tonnellate che prima andavano in combustione nella centrale Enel saranno utilizzate direttamente da Veritas nei propri impianti, con il beneficio però della riduzione del traffico veicolare.

La quantità di materiale trattato (Css e fanghi civili essiccati) potrà progressivamente diminuire?

Più diminuisce il rifiuto secco, meno Css si produce e meno sono necessari impianti per smaltirlo. Paradossalmente, se la quantità di secco (quindi di Css) dovesse ridursi drasticamente (ad esempio, fino ad arrivare a metà), la seconda linea non sarebbe nemmeno necessaria per smaltire il Css: la prima sarebbe sufficiente per i fanghi e il poco Css prodotto. Tuttavia, la riduzione dei rifiuti - che Veritas persegue con i propri modelli di raccolta e che è un dato di fatto facilmente verificabile - sconta anche la capacità del territorio di non produrne di più e di aumentare la qualità dei materiali e dei rifiuti conferiti.

Le emissioni degli impianti diminuiranno rispetto alle attuali grazie agli ammodernamenti previsti e ai pretrattamenti che subisce il materiale prima di essere avviato alle linee?

Le emissioni non potranno che diminuire, dal momento che la richiesta di Veritas di poter produrre direttamente energia dal Css (al posto della biomassa legnosa attualmente utilizzata) deriva dal fatto che Enel ha comunicato che la centrale termoelettrica Andrea Palladio di Fusina cesserà di utilizzare il carbone entro il 2023.

Quindi, è stato necessario trovare una soluzione alternativa per lo smaltimento del Css. Attualmente, tutto il Css che non viene consegnato ad Enel per l'utilizzo insieme al carbone (a oggi 20.000 tonnellate a fronte delle 60.000 previste) viene inviato in impianti autorizzati all'estero, con conseguente aumento dei costi di smaltimento. A pieno regime, la centrale Palladio utilizzava oltre un milione di tonnellate di carbone all'anno e 60.000 tonnellate di Css. La sua riconversione non potrà che avere un benefico effetto sulle emissioni e sull'ambiente, perché togliendo il milione di tonnellate di carbone rimarrebbero solo 60.000 tonnellate di Css, che comunque sarebbero state utilizzate nella centrale Palladio a pieno regime.

Alternative allo smaltimento all'estero del Css eccedente al momento non esistono, per questo motivo Veritas ha chiesto alla Regione di poterlo sostituire alla biomassa legnosa nell'impianto già funzionante. In realtà, l'unica alternativa all'utilizzo diretto è continuare a inviarlo all'estero, con un sicuro aumento della tariffa di smaltimento, quindi dei costi del servizio e della bolletta che pagano i cittadini. Viceversa, il progetto presentato consentirebbe di contenere e addirittura ridurre i costi di smaltimento perché si basa sull'autoproduzione elettrica e sull'estrazione di materiali da riciclare.

Sarà possibile proseguire l’opera di riduzione dei rifiuti smaltiti (quindi del Css) potenziando la raccolta differenziata e le filiere certificate del riciclo e continuando a ridurre il ricorso alla discarica e all’incenerimento?

Questa è la strada maestra che Veritas sta percorrendo ormai da anni e sulla quale intende impegnarsi ancora di più. Per il secondo anno consecutivo, Venezia è stata dichiarata da Ispra la prima area metropolitana e la prima città con oltre 200.000 abitanti per percentuale di raccolta differenziata. Inoltre, nel nostro territorio finisce in discarica solo il 3% dei rifiuti raccolti, comunque materiali che non possono essere riciclati o riutilizzati.

Veritas ha tracciato e certificato tutte le filiere dei vari rifiuti, seguiti dal momento del conferimento a quello della trasformazione/riutilizzo. E' una garanzia per i cittadini e per l'ambiente, e il primo caso in Italia di tracciabilità così estesa e approfondita.

Per aumentare la percentuale di differenziata, però, c'è bisogno dell'aiuto e della collaborazione di tutti i cittadini, che devono migliorarne la qualità, riducendo gli scarti e i materiali impropri, e fare più attenzione al momento di separare i vari rifiuti.

Per ridurre la quantità di secco è necessario che i cittadini si impegnino a utilizzare meno imballaggi, ad esempio bevendo acqua di rubinetto o scegliendo prodotti alla spina o con confezioni ridotte. Per ridurre la quantità di bottiglie di plastica, Veritas (che ormai da anni promuove con iniziative specifiche l'uso dell'acqua di rubinetto da bere) già a partire da quest'anno consegna una borraccia di metallo a tutti gli studenti delle scuole secondarie superiori che partecipano ai corsi di formazione in tema ambientale organizzati dall'azienda. Il prossimo anno scolastico, la stessa iniziativa sarà estesa alle scuole primarie e secondarie inferiori.

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