Allarme dei sindaci per l’imminente decreto sull’assimilazione dei rifiuti: “Farà crescere le bollette dei cittadini”

Martedì 12 Dicembre 2017

Rifiuti

I Sindaci dei Comuni dell’area metropolitana di Venezia, nei quali Veritas (di cui sono soci) gestisce il ciclo integrato dei rifiuti e che fanno parte del Bacino Venezia Ambiente, hanno scritto al presidente del Consiglio e al ministro dell’Ambiente per segnalare i rischi dell’imminente decreto sull’assimilazione dei rifiuti. Hanno firmato i Comuni di Annone Veneto, Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Ceggia, Cessalto, Concordia Sagittaria, Dolo, Fiesso d'Artico, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Fossò, Gruaro, Jesolo, Marcon, Martellago, Meolo, Mira, Musile di Piave, Noale, Noventa di Piave, Pramaggiore, Quasrto d'Altino, Salzano, San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea, Stra, Teglio Veneto, Torre di Mosto, Venezia, Vigonovo e Zero Branco.
Il provvedimento dovrebbe in sostanza sottrarre superfici imponibili dal calcolo della tassa/tariffa sui rifiuti. L’effetto sarà una riduzione delle superfici con un prevedibile aumento dei costi a carico delle famiglie e delle categorie che non beneficeranno del provvedimento. In sostanza, rimarranno stabili alcuni servizi e i relativi costi (la pulizia e lo spazzamento stradale, ad esempio) ma si ridurrà il numero dei contribuenti, quindi il gettito sarà diviso per un minor numero di utenti.
“Siamo preoccupati – scrivono i Sindaci – per la prossima emanazione di un atto legislativo finalizzato ad avvantaggiare i soliti gruppi di pressione quali possono essere la grande distribuzione, alcune categorie produttive e le solite associazioni di categoria. Questo decreto, atteso da 11 anni, anziché portare all’auspicata semplificazione di una normativa molto complessa, quale quella della Tari, appare destinato a rendere sempre più confusa e farraginosa la gestione del tributo locale”.
Dalle prime simulazioni effettuate, in un territorio come il nostro, denso di centri commerciali, super e ipermercati, l’effetto di questo decreto sarà lo spostamento di una parte dei costi sugli utenti che non beneficiano dell’assimilazione, facendo di conseguenza aumentare le loro bollette.