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Attenzione a non fornire a estranei le proprie credenziali dello sportello on line

Mercoledì 29 Novembre 2017

Rifiuti

Circola da qualche giorno, attraverso la pagina Facebook di una candidata Sindaca di un Comune dell’area metropolitana di Venezia, l’invito ai cittadini a registrarsi nello sportello on line di Veritas e a fornire poi le proprie credenziali di accesso a una persona che recupererà le bollette pregresse della Tia, in modo da tentare un recupero collettivo dell’Iva.
Veritas mette in guardia tutti i cittadini dal compiere una tale operazione.

Come tutte le credenziali di accesso anche l’identificativo e la password dello sportello on line di Veritas sono strettamente personali. All’interno dello sportello on line di Veritas è infatti possibile modificare dati e modalità di pagamento, domiciliare le fatture, comunicare i consumi ed effettuare molte altre operazioni. Rivelare con leggerezza a chiunque le proprie credenziali di accesso rischia dunque di mettere l’utente nei guai.

Qualcuno si sognerebbe forse di rivelare a un estraneo le password del proprio home banking o di consegnare a uno sconosciuto le chiavi di casa?

Per quanto riguarda invece l’annosa questione del recupero dell’Iva sulla Tia, non dovuta come stabilito dalle sezioni unite della Corte di Cassazione, c’è da segnalare la sentenza della Commissione tributaria di Venezia, terza sezione, che per la prima volta ha riconosciuto l’obbligo di rimborso dell’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate e non di Veritas, che l’ha solo incassata e poi girata allo Stato.

Veritas, pur soddisfatta per aver visto affermare un principio sempre sostenuto e portato avanti in ogni grado di giudizio, ricorda che questa dei ricorsi alle Commissioni tributarie non può e non deve essere la soluzione di un problema creato dallo Stato e che da questo deve essere risolto in via normativa.