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Basta falsità sul termovalorizzatore di Fusina: i comitati ne risponderanno in Tribunale

Lunedì 1 Agosto 2022

Rifiuti

Purtroppo, ancora una volta, i comitati che da anni contestano vanamente l’impianto di Fusina dimostrano di non capire di aver perso su tutti i fronti: nelle aule dei Tribunali; in quelle amministrative (dal momento che i vari Enti hanno regolarmente concesso le autorizzazioni necessarie all’esercizio dell’impianto); in quelle della politica e perfino nelle piazze, visto che sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno disconosciuto la rappresentatività di questi pseudo comitati. 
Nonostante questo, continuano pervicacemente nell’opera di denigrazione e diffamazione, motivo per il quale Veritas non potrà che adire le vie legali per arginare la marea di falsità e bugie che queste persone diffondono. 
L’obiettivo, ora, è il Naviglio Brenta, che Veritas avrebbe prosciugato per raffreddare l’impianto che trasforma i rifiuti non riciclabili in Css (Combustibile solido secondario), e quindi in energia elettrica utilizzata per la maggior parte proprio per il funzionamento degli impianti. 
E’ un processo che l’unione Europea ha definito gerarchia dei rifiuti e comprende, come nel caso veneziano, il recupero energetico prima della discarica. Infatti, la stragrande maggioranza dei rifiuti prodotti da cittadini che abitano questo territorio e raccolti da Veritas (al netto dei materiali riutilizzati prima di diventare rifiuto) viene avviato al riciclo ed effettivamente riciclato. Circa il 10% non è invece riciclabile, quindi viene recuperato come energia proprio negli impianti di Fusina; il resto, infine, va ancora in discarica. 
Tutto questo si chiama economia circolare e serve a risparmiare materie prime, rispettare l’ambiente e tentare di rallentare gli effetti negativi del cambiamento climatico, cosa che i comitati probabilmente non conoscono a sufficienza. 
Definire obsoleto – come fanno loro - un sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti che assicura una media del 73% di raccolta differenziata (con picchi del 90%) in territori altamente turistici, il conferimento in discarica solo del 3% del totale e la trasformazione in energia elettrica dei materiali non riciclabili, è ormai frutto di una ossessione, non di un giudizio razionale.