Call Center 800.466.466

Guasti idrico 800.896.960

Autolettura idrica 800.212.742

Ingombranti 800.811.333

Prenotazione Ecocentri 800.166.629

Altri

Legambiente sa di cosa parla?

Venerdì 19 Marzo 2021

Rifiuti

Nuovo metodo di calcolo della tassa/tariffa dei rifiuti deciso da Arera, l’Autorità nazionale di regolazione

Legambiente Veneto e i circoli Venezia, Riviera del Brenta, Miranese e Veneto orientale hanno di nuovo perso un’ottima occasione per tacere ed evitare una brutta figura.

Il motivo, questa volta, è il nuovo metodo di calcolo della tassa/tariffa dei rifiuti, deciso da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), che, dopo le prime approvazioni, sembra che in pochi Comuni serviti da Veritas potrebbe provocare un aumento della Tari/Tarip. Gli stessi Comuni, comunque, potrebbero bilanciare gli aumenti – se non addirittura assorbirli – con la lotta all’evasione e all’elusione della Tari/Tarip, nella quale peraltro Veritas è impegnata.

In ogni caso, la fase di applicazione del nuovo metodo transitorio quadriennale è di competenza dell’Ente di Bacino e dell’Autorità nazionale Arera e non di Veritas, che deve essere rimborsata dei costi del servizio erogato.

Peraltro, è bene ricordare che da oltre due anni le tariffe ambientali nei Comuni di Veritas non sono state nemmeno indicizzate.

Come sempre accade, gli appelli delle locali Legambiente che riguardano i rifiuti sembrano scritti altrove. Infatti, si basano sulle presunzione di sapere e non sui fatti reali, spesso perfino sono contro la politica locale – come in questo caso - dal momento che accusano gli amministratori locali (quindi i Sindaci, peraltro componenti del Consiglio di Bacino e proprietari di Veritas) di guardare per ragioni elettorali più al risparmio che agli investimenti in qualità e sistemi spinti di raccolta dei rifiuti.

Legambiente dimentica nel 2020 la media di raccolta differenziata del territorio di Veritas ha raggiunto il 73,31% (+3% rispetto al 2019) e che ben 18 dei 34 Comuni serviti hanno superato l’80% di differenziata e altri 12 il 75%.

Ignorano poi che da due anni le tariffe dei rifiuti di Veritas non contengono alcun riconoscimento economico, nemmeno l’aumento Istat – che invece dovrebbe essere automatico – o gli aumenti provocati dalle oscillazioni del prezzo dell’energia e dei carburanti. Ovviamente, non si sono accorti che dall’1 gennaio la stessa Arera ha accordato un aumento medio del 5% alle tariffe del gas e dell’energia elettrica, da applicare su bollette ben più pesanti dei 227 euro che rappresentano la media annuale della Tari di Veritas, calcolata su famiglia di 3 persone in 80 metri quadrati.

Legambiente non ha nemmeno notato che le bollette medie di Veritas sono inferiori, ad esempio, a quelle della vicina Contarina, che gestisce benissimo i rifiuti in parte della provincia di Treviso, anche se con costi medi superiori e standard differenti. Rispetto alla media annuale dei vicini trevigiani, la Tarip mediamente applicata da Veritas (la cosiddetta tariffa a corrispettivo) è inferiore di ben 41 euro e la stessa Tari di 7 euro.

Certamente, l’unico aumento che i cittadini e le imprese veneziane potranno probabilmente vedere nelle future bollette (forse già nel 2022) sarà legato ai maggiori costi di smaltimento provocati dai ritardi e dai rallentamenti all’iter autorizzativo dell’impianto di Fusina che trasforma in energia il Combustibile solido secondario (Css) prodotto dal trattamento del rifiuto secco residuo raccolto nel nostro territorio.

Senza i ritardi provocati dai comitati del no – spalleggiati e sostenuti da Legambiente – le bollette sarebbero più leggere di ben 4 milioni di euro, una cifra molto più alta dei paventati aumenti causati dal nuovo metodo di calcolo di Arera.