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Nessun allarme per l’uso dell’acqua del Brenta per il raffreddamento del termovalorizzatore di Fusina

Giovedì 28 Luglio 2022

Rifiuti

Come sempre, gli allarmismi dei comitati che si oppongono all’impianto di Fusina per la valorizzazione energetica del Combustibile solido secondario derivato dal trattamento del rifiuto che non è possibile riciclare (Css) hanno il solo scopo di destabilizzare. 
Comitati, peraltro, sconfitti su tutti i fronti: nelle aule del Tar e del Consiglio di Stato e dalle autorità che invece hanno autorizzato l’impianto. 
L’allarme – totalmente privo di fondamento – riguarda questa volta l’utilizzo dell’acqua del Brenta per il raffreddamento dell’impianto, corredato addirittura con una foto del Naviglio in secca scattata chissà dove. 
Se chi ha lanciato l’allarme si fosse premurato di fotografare la zona dove viene presa l’acqua per il raffreddamento, avrebbe potuto vedere che la situazione è assolutamente normale, come dimostrano le foto allegate, scattate questa mattina alle 9. In una si vede addirittura una barca che naviga tranquillamente sul Naviglio. 
I comitati sostengono che quando sarà attiva la seconda linea, il problema del prelievo idrico dal Brenta per il raffreddamento sarà molto più grave. 
Ignorano però – o fingono - che la seconda linea sarà raffreddata ad aria e non ad acqua e che entro il prossimo anno (quindi prima della realizzazione della nuova linea) sarà usata per il raffreddamento l’acqua prodotta nel depuratore di Fusina dal processo di depurazione dei reflui civili, e che adesso viene scaricata in mare, a una decina di km dalla costa, davanti al Lido di Venezia. 
Dimenticano anche che i ritardi nella realizzazione dell’impianto e della seconda linea causati dalle loro proteste e dai loro ricorsi comportano aumento di costi per la popolazione, inquinamento provocato dai camion che girano nel territorio per trasportare i rifiuti in altri impianti e mancata produzione di energia elettrica dai rifiuti, che invece sarebbe molto utile vista la situazione che il nostro Paese e l’intera Europa stanno vivendo.