PERCHÉ DIFFERENZIARLI
Carta, cartone e cartoncino possono vivere quasi all’infinito. Basta separarli accuratamente e non gettarli tra i rifiuti. Differenziare la carta e il cartone vuol dire anche diminuire la quantità di rifiuti da raccogliere e poi smaltire, quindi contenere i costi del servizio.
Per produrre una tonnellata di carta vergine servono 15 alberi ad alto fusto, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh. Realizzare lo stesso quantitativo di carta riciclata significa salvare la vita di 15 alberi (aumentando quindi l’ossigeno e riducendo l’anidride carbonica), risparmiare il 95% dell'acqua e oltre il 60% dell'energia elettrica.
In Italia, in un anno, sono raccolte in maniera differenziata circa 2 milioni di tonnellate di carta. Produrne una tonnellata di riciclata significa risparmiare una quantità di energia in grado di mantenere accesa una lampadina per un giorno intero.
Ogni italiano utilizza in media 80 kg di imballaggi di cellulosa all’anno, ma ne ricicla solo la metà. Per aumentare la carta da riciclare di un kg al mese basterebbe separare dai rifiuti 4 scatole per la pasta, uno scatolone, 3 sacchetti di carta e 2 portauova.
LA FILIERA DELLA CARTA
Dopo essere stati raccolti in maniera differenziata, carta cartone e Tetra Pak vengono portati negli impianti di recupero e selezionati, eliminando gli elementi non cellulosici (metallo, legno, plastica) che renderebbero impossibile la produzione di carta riciclata.
Successivamente, il materiale viene pressato, imballato e diventa materia prima seconda, pronta per essere portata nelle cartiere e diventare nuova carta.
DA RIFIUTO A NUOVA CARTA
Nelle cartiere la carta da macero, mescolata a una piccola quantità di fibre vergini, viene gettata nel pulper (lo spappolatore) una grande caldaia dove l’acqua calda separa le fibre, creando una poltiglia. Filtri e depuratori raffinano la pasta di carta e la privano delle impurità. A questo punto l’impasto è pronto per diventare carta riciclata: il nuovo foglio viene pressato, essiccato e avvolto in speciali bobine.
IL TETRA PAK
Le moderne tecnologie sono in grado di separare anche la carta, l’alluminio e la plastica di cui è composto il Tetra Pak, il materiale utilizzato per i contenitori per bevande e alimenti (latte, succhi di frutta, vino, passata di pomodoro).
Nelle cartiere il Tetra Pak finisce nel pulper, dove un vortice di acqua calda separa le fibre. Qualsiasi elemento diverso dalla carta (ad esempio plastica o alluminio) galleggia o affonda e può essere quindi recuperato.
La carta separata dal Tetra Pak diventa poi Cartafrutta, con la quale si producono soprattutto carta da tipografia e da imballaggio, scatole e sacchetti. Lo scarto - il film di polietilene e alluminio (il 20% del totale) - viene lavato e trasformato in Ecoallene, un materiale utilizzato per la produzione di oggetti per la casa, da ufficio e gadget.