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Nella sede di Veritas il primo meeting del progetto B-WaterSmart sul recupero di risorse dalle acque reflue

Si è svolto nella sede di Veritas di via Porto di Cavergnago, a Mestre, il primo meeting della Comunità di pratica (CoP) del progetto H2020 B-WaterSmart.
Lo scopo è dell’incontro era condividere le informazioni tra i vari specialisti coinvolti nel progetto, in modo da migliorare le conoscenze della comunità.
B-WaterSmart, punta a favorire la transizione verso economie e società watersmart nelle aree costiere dell’Europa. Veritas è capofila e coordinatore del caso studio Venezia, finanziato dall’Unione europea con 2,3 milioni di euro, a fronte dei 15 previsti per l’intero progetto, coordinato dall’istituto di ricerca tedesco Iww Water centre e con la partecipazione di 36 partner di 7 Paesi europei. I casi studio, oltre a Venezia, sono relativi ad Alicante (Spagna), Bodø (Norvegia), Fiandre (Belgio), Lisbona (Portogallo), Frisia Orientale (Germania).
L’obiettivo dello studio è dimostrare l’opportunità e la sostenibilità del recupero delle risorse connesse ai processi di depurazione dei reflui, individuando modelli di gestione in grado di superare le barriere che ostacolano la chiusura dei cicli.
Attraverso approcci basati sull’innovazione tecnologica e gestionale, il lavoro congiunto e l’integrazione delle conoscenze, lo studio del caso Venezia intende creare i presupposti per una conoscenza stabile e oggettiva che possa favorire la transizione verso la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare.
All’incontro hanno partecipato Patrizia Ragazzo (responsabile Ricerca e sviluppo & progetti Ue di Veritas), Rita Ugarelli (chief scientist dell’Istituto di ricerca norvegese Sintef), Carlo Bendoricchio (direttore generale del Consorzio di bonifica Acque Risorgive), Elena Bonafè (responsabile Ambiente e sicurezza di Confindustria Venezia), Paolo Giandon (Direzione Ambiente e transizione ecologica Regione Veneto), Nicola Frison (Dipartimento Biotecnologie, Università di Verona), Paolo Pavan (Dipartimento Scienze ambientali, Università Ca’ Foscari), Monica Manto (presidente di Viveracqua e direttore generale di Acquevenete).
La combinazione e l’integrazione delle informazioni emerse nel corso del meeting servirà ora da base per la creazione di uno strumento di supporto alle scelte gestionali per la valorizzazione della risorsa nel contesto, mentre la standardizzazione del linguaggio renderanno questo strumento utilizzabile anche in altri territori dell’Unione europea.