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Soccorso a tempo da Sant'Urbano a Venezia, in attesa dei nuovi impianti

Venerdì 10 Maggio 2019

Rifiuti Annone Veneto

Il Sindaco di Sant’Urbano (Pd), Dionisio Fiocco, e il direttore del Bacino Venezia Ambiente, Luisa Tiraoro, hanno visitato a Fusina gli impianti di Ecoprogetto, società del Gruppo Veritas. Ad accompagnarli, il direttore generale della società Ecoprogetto, Massimo Zanutto.

La società, partecipata da Veritas, gestisce nell’area industriale di Porto Marghera un impianto per la trasformazione del rifiuto secco in Css (combustibile solido secondario). In sostanza, ciò che non è più (o non è ancora riciclabile o riutilizzabile) diventa un combustibile che sostituisce in co-combustione il carbone nella centrale dell’Enel Andrea Palladio, per produrre energia elettrica.

L’impianto di Ecoprogetto tratta e trasforma ogni anno in Css circa 150.000 tonnellate di rifiuto secco, raccolte nell’Area metropolitana di Venezia e a Mogliano Veneto. In questo territorio, nel 2018 sono state raccolte in totale oltre 530.000 tonnellate di rifiuti.

La quantità di rifiuto secco residuo è tendenzialmente in calo, soprattutto grazie alla costante crescita delle differenziate. Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, Venezia è risultata la prima Città metropolitana italiana per percentuale di raccolta differenziata (68,5%, fonte Ispra).

Ecoprogetto, inoltre, toglie dai rifiuti materiali inerti (soprattutto ferrosi e vetrosi) ed elimina dal secco l’umidità residua, grazie al processo di bio-stabilizzazione, riducendone il peso di oltre il 30%.

Tutti i cicli e i trattamenti di Veritas sono certificati e tracciati: una garanzia per i cittadini e il territorio. Questo processo consente a Veritas di limitare l’uso della discarica al 3% (solo scarti di lavorazione del Css e comunque nulla di riciclabile o riutilizzabile), nel pieno rispetto dell’economia circolare e in anticipo rispetto ai sistemi di smaltimento prevalenti nel nostro Paese.

Il territorio comunale di Sant’Urbano ospita la discarica dove è stato necessario conferire i sovvalli della produzione del Css: scarti e residui di lavorazione che non hanno potuto ancora essere recuperati.

Ecoprogetto sta però lavorando per ridurre drasticamente anche questo scarto, estraendone prima i materiali nobili. Inoltre, Veritas sta sensibilizzando Comuni e cittadini perché migliori la qualità delle raccolte, conferendo in maniera corretta rifiuti e materiali.

Il conferimento dei sovvalli di produzione a Sant’Urbano – autorizzato dalla Regione del Veneto – avviene in via transitoria, fino a quando la discarica di Jesolo non tornerà a ricevere le quantità previste annualmente. Comunque, anche a Jesolo il conferimento è a termine, poiché si prevede che in 5 o 6 anni la discarica sia chiusa e restituita all’ambiente.

Entro questo termine il miglioramento della qualità delle differenziate da un lato e i nuovi progetti industriali del polo impiantistico dovrebbero consentire la drastica riduzione dei sovvalli e un progresso industriale ed economico sui costi di smaltimento.

Ecoprogetto, infatti, ha presentato alla Regione Veneto - direzione Ambiente, una richiesta di Via (Valutazione di impatto ambientale) per poter aggiornare le tecnologie già in funzione nei propri impianti di Porto Marghera.

La domanda di Via riguarda quindi la possibilità di rimpiazzare il legno con il Css, che non sostituirà più il carbone (come succede adesso nella centrale Palladio), ma sarà utilizzato direttamente, con evidente beneficio per l’ambiente in termini di emissioni di anidride carbonica. Il progetto sottoposto a Via prevede anche l’uso del calore dell’impianto per essiccare i fanghi da depurazione civile prodotti nel nostro territorio, di ridurli e usarli come biomassa per recuperare energia. Anche in questo caso si tratta di un miglioramento per l’ambiente, dal momento che i fanghi non finiranno più in discarica (come succede adesso, con evidente aggravio economico), né in agricoltura, come invece accade in altri parti d’Italia. Tutto questo in vista del cosiddetto decarboning, cioè il già avviato abbandono nel nostro Paese dell’utilizzo del carbone, previsto per il 2025.