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I razzi di segnalazione tra i rifiuti sono un'emergenza e un grave pericolo per la pubblica incolumilità

Veritas chiederà aiuto anche alla Prefettura di Venezia a causa del pericolo alla pubblica incolumità derivante dal ritrovamento nei rifiuti urbani di razzi da segnalazione, batterie, bombole semivuote o altri contenitori che possono esplodere.

Chi getta questi oggetti – sono rifiuti speciali e per questo il conferimento e il successivo smaltimento devono seguire altre strade – adotta comportamenti sconsiderati ed è responsabile di quello che può accadere a causa del gesto.

Va infatti trovata una soluzione a questa grave emergenza, generata dal più odioso menefreghismo già ben evidente nei comportamenti di alcuni incivili che sporcano e abbandonano rifiuti nell'ambiente.

Nei primi due mesi del 2026, i sistemi di rilevazione installati all’interno delle linee di trattamento dei rifiuti urbani di Veritas, hanno evidenziato – evitando in questo modo incendi e danni alle lavoratrici e ai lavoratori – alcune decine di eventi, 9 dei quali riconducili ai razzi segnalatori.

La loro presenza è infatti un grave pericolo sia per il personale che lavora nelle linee di trattamento, che per gli stessi cittadini e cittadine.

Infatti, se conferiti nei cassonetti o nei camion, possono esplodere o incendiarsi all’improvviso, ferendo le persone.

È quindi inutile e sciocco protestare per la presunta pericolosità degli impianti di trattamento dei rifiuti: questi incivili commettono veri e propri reati ambientali e le prime vittime sono proprio gli impianti.

Pe questo motivo, Veritas segnalerà questo grave pericolo alla Prefettura e alle Capitanerie di Porto, come già del resto accaduto in passato soprattutto con l'arrivo della bella stagione.

Va ricordato che chi possiede una barca e deve avere i razzi a bordo, deve comunque dare conto dello smaltimento, una volta scaduti.

L’articolo 4 del decreto del ministero dell’Ambiente 101/2016 prevede infatti che i razzi scaduti o inutilizzati – tutti dotati di un codice di riconoscimento che consentirebbe pure di risalire al proprietario – devono essere consegnati ai rivenditori, che hanno l’obbligo di ritirarli gratuitamente.

Il proprietario ne è in ogni caso il responsabile e in nessun luogo d'Italia, i Centri di raccolta, i sistemi di raccolta dei rifiuti urbani e gli Ecomobili sono autorizzati a ritirare questi e altri materiali esplodenti.

Un altro grave elemento di rischio per la sicurezza e l'ambiente è il conferimento tra i rifiuti di batterie al litio, bombole, piccoli elettrodomestici, giocattoli elettronici, power bank, sigarette elettroniche, utensili portatili o apparecchiature tecnologiche con batterie integrate.

Quando questi oggetti sono indiscriminatamente conferiti tra i rifiuti o gli ingombranti – e non invece consegnati nei Centri di raccolta o agli Ecomobili, come previsto dalle norme e come facilmente possibile - le batterie possono danneggiarsi durante la movimentazione o la triturazione, generando surriscaldamento, scintille o accensioni improvvise, anche a distanza di giorni dal loro trattamento.

Nei primi due mesi del 2026, tra gli eventi segnalati dai sensori termici, ben 21 erano relativi al surriscaldamento di batterie o apparecchi dotati di batteria.

Veritas e tutti i Comuni dell'area Metropolitana di Venezia invitano dunque le cittadine e i cittadini a rispettare le norme, conferendo le batterie, gli oggetti dotati di parti elettriche ed elettroniche o di batteria nei Centri di raccolta o agli Ecomobili, così da salvaguardare l’ambiente e salute di tutte e tutti.