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Il Comitato di Controllo dei Sindaci di Veritas è preoccupato per la proposta di legge di riforma del servizio idrico

Giovedì 13 Dicembre 2018

Acqua

Si è riunito oggi a Mestre il Comitato di Controllo analogo di Veritas. Si tratta dell’organismo di controllo e indirizzo, formato dai Sindaci dei 51 Comuni soci di Veritas: Annone Veneto, Campagna Lupia, Camponogara, Campolongo Maggiore, Caorle, Cavallino-Treporti, Cavarzere, Ceggia, Cessalto, Chioggia, Cinto Caomaggiore, Cona, Concordia Sagittaria, Dolo, Eraclea, Fiesso d’Artico, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Fossò, Gruaro, Jesolo, Marcon, Martellago, Meolo, Mira, Mirano, Mogliano Veneto, Morgano, Musile di Piave, Noale, Noventa di Piave, Pianiga, Portogruaro, Pramaggiore, Preganziol, Quarto D’Altino, Quinto di Treviso, Salzano, San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea, Stra, Teglio Veneto, Torre di Mosto, Venezia, Vigonovo, Zenson di Piave, Zero Branco.

Tra i vari argomenti, il Comitato ha affrontato alcune questioni riguardanti il servizio idrico. Prima di tutto, ha preso atto che Filctem-Cgil, Femca e Flaei-Cisl, Uiltec-Uil hanno indetto per lunedì 17 dicembre uno sciopero nazionale del settore idrico per protestare contro le norme che impongono un ricorso agli appalti giudicato eccessivo (fino all’80% dei servizi in concessione) e per sensibilizzare i cittadini sulla possibile trasformazione (anche con scissioni dei servizi) delle aziende che gestiscono il servizio idrico integrato in Enti pubblici o aziende speciali.

Alla luce di queste norme - contenute in una proposta di legge di riforma del settore idrico, presentata ad agosto alla Camera - il Comitato di Controllo analogo di Veritas ha ribadito l’importanza di non dissipare energie, patrimoni e soldi dei cittadini in costose e continue riforme di un settore nel quale, tra l’altro, sono appena ripresi gli investimenti nelle infrastrutture grazie alla nuova politica di regolazione nazionale attuata da Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).

Nell’ultimo periodo il settore idrico ha conosciuto infatti numerose novità tra le quali nuovi standard tecnici a tutela dei consumatori, nuova politica di investimenti nelle infrastrutture, il bonus idrico per le famiglie in situazione di disagio economico, nuovi criteri di calcolo della tariffa a parità di ricavo per i gestori (tutte novità non ancora assestate).

Sembra che una nuova riforma del settore - di cui non si coglie gran beneficio, in particolare per le aziende pubbliche con profili in house (come Veritas) - potrebbe provocare l’ennesimo rallentamento o, peggio, blocco degli investimenti necessari per l’ammodernamento delle reti e il miglioramento del servizio idrico, oltre che esautorare le prerogative degli Enti Locali già ormai molto svuotate dalle direttive governative, persino quando Comuni e aziende municipali funzionano bene.

Il Comitato si è quindi espresso, indirizzando le proprie preoccupazioni all’Anci (l’Associazione dei Comuni d’Italia) che presto sarà convocata in audizione alla Camera; per questo è stata informata la presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, Sindaca di Mirano e Presidente del Comitato di Controllo analogo di Veritas.

Nella stessa seduta il Comitato ha deciso di interessare le Autorità competenti (Regione del Veneto in primis) ad attivarsi per evitare che possa diventare una vera e propria emergenza la già grave situazione legata al trattamento e allo smaltimento dei fanghi da depurazione civile. Questi rifiuti - prodotti dal trattamento dei reflui fognari negli impianti di depurazione - per precauzione non sono più destinabili all’utilizzo in agricoltura ma devono essere smaltiti in discariche autorizzate o termovalorizzati. Pur essendo fanghi da depurazione civile (quindi non particolarmente inquinati) possono però contenere micro inquinanti che è bene non reimmettere nell’ambiente, se non dopo trattamenti molto specifici. Meglio sarebbe, quindi, inviare questi rifiuti al recupero energetico (non appena saranno disponibili idonei impianti) o nelle discariche autorizzate come quella del Vallone Moranzani, a sua volta ferma per intoppi burocratico-infrastrutturali causati da Terna.

Nel corso del 2017 Veritas ha assicurato, per il solo servizio idrico integrato (che conta su oltre 540 addetti diretti) investimenti per 20,5 milioni di euro, di questi 7,5 nel servizio di acquedotto, 6,5 nella depurazione e 5,5 nella fognatura.

La tariffa idrica media attualmente applicata da Veritas (una tra le più basse del Veneto e d’Italia) copre i costi di gestione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Serve inoltre per finanziare la manutenzione di reti e impianti e per assicurare gli investimenti nel territorio lagunare, litoraneo e nell’entroterra veneziano e trevigiano.

Nel 2017 Veritas ha distribuito 81,5 milioni di metri cubi di acqua potabile attraverso 5.360 km di rete idrica (5.714 km con la rete di adduzione) e 3,9 milioni di metri cubi di acqua grezza attraverso l’acquedotto industriale. Ha inoltre trattato, con 2.760 km di rete fognaria, 87 milioni di metri cubi di acque reflue e di frazioni di piogge inquinate.