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Veritas si difenderà con ogni mezzo e in tutte le sedi dalle fake news divulgate dai comitati contrari all'impianto di Fusina

Venerdì 6 Novembre 2020

Rifiuti

Con la fake news sul mancato lavaggio dei cassonetti, lanciata ieri dalla lista Per Mestre e Venezia-Ecologia e Solidarietà, è cominciata la campagna denigratoria nei confronti di Veritas da parte dei comitati contrari all’impianto di Fusina.

Campagna, peraltro, già pubblicamente annunciata dai comitati.
Veritas reagirà e smentirà sempre le fake news che, da oggi in poi, saranno divulgate, come è stato fatto ieri, documentando con foto i quotidiani lavaggi dei cassonetti. Tutelerà in ogni sede il proprio operato e immagine, compresa quella di chi lavora ogni giorno con impegno, passione e professionalità. Veritas, inoltre, non accetterà interruzione ai servizi pubblici erogati.

Ogni giorno nelle pagine @gruppoveritas di Instagram e Twitter è possibile verificare il livello e la quantità dei servizi di igiene ambientale assicurati da Veritas.
I comitati rivendicano di aver rallentato l’iter per le autorizzazioni all’impianto di Fusina che trasformerà in energia elettrica il Css (Combustibile solido secondario) prodotto da Veritas dal trattamento del rifiuto secco residuo raccolto nei 44 Comuni della Città metropolitana di Venezia e in quello di Mogliano Veneto.

L’impianto ha ottenuto il via libera non solo dalla Regione (come previsto dalle norme), ma per ben due volte anche dal ministero dell’Ambiente, senza peraltro avere alcuna competenza in materia, chiamato in causa dagli stessi comitati.

La centrale Enel Palladio di Fusina è spenta per essere trasformata a metano, quindi non utilizza più il Css di Veritas per produrre elettricità. Attualmente il nostro Css viene portato in altri impianti in Italia e all’estero, con aumento dei costi di smaltimento (quindi delle bollette) e dell’inquinamento prodotto da centinaia di mezzi che si muovono verso gli impianti.
Valutino dunque i cittadini, con i rincari dei costi di smaltimento in bolletta, se possa essere considerato un merito aver rallentato l’iter autorizzativo dell’impianto e il conseguente recupero energetico di ciò che non può essere riciclato o riutilizzato e che comunque corrisponde solo al 15% dei rifiuti raccolti nel nostro territorio.