I piani di sicurezza dell'acqua e gli obblighi dei gestori idrici
In base a quanto previsto dal dlgs 18/23, ogni gestore del Servizio idrico integrato è tenuto a predisporre il Piano di sicurezza dell'acqua (Psa), cioè “il piano attraverso il quale è definita e implementata l'analisi di rischio della filiera idropotabile, effettuata in conformità all'articolo 6, articolata in valutazione, gestione del rischio, comunicazione ed azioni a queste correlate. [...]”.
Il Psa rappresenta quindi l’analisi di rischio estesa a tutti gli impianti e i processi che regolano la fornitura e la distribuzione di acqua destinata al consumo umano e che possono avere effetti sulla qualità dell'acqua. L’analisi si estende a tutte le fasi del sistema acquedottistico: fonti di approvvigionamento, serbatoi di accumulo, impianti di trattamento e sollevamento, reti di adduzione e distribuzione fino ai punti d’uso con lo scopo di garantire che l’acqua erogata sia salubre e pulita.
La prima valutazione e gestione del rischio relativa al sistema di fornitura idropotabile dovrà essere effettuata dai gestori del Servizio idrico integrato entro il 12 gennaio 2029 e riesaminata a intervalli periodici non superiori a tre anni.
Cos'è l'analisi di rischio
Per garantire che l’acqua erogata sia salubre e pulita il gestore del Servizio idrico integrato non si limita a eseguire le analisi dell’acqua (approccio retrospettivo), ma verifica che siano rispettate le procedure di conduzione degli impianti e delle reti (approccio preventivo).
Per implementare l’analisi del rischio è indispensabile approfondire la conoscenza del sistema acquedottistico, aumentare la collaborazione fra le parti interessate, valutare e dare priorità gli interventi necessari ad aumentare la sicurezza del sistema. Tutto ciò non può che portare miglioramenti su larga scala sia dal punto di vista gestionale/operativo che di ammodernamento delle infrastrutture.
E’ di fondamentale importanza operare in un gruppo di lavoro multidisciplinare costituito da varie figure tecniche e manageriali del servizio idrico, ma anche appartenenti agli organi di controllo e vigilanza quali le Autorità sanitarie locali e Arpav.
I piani di sicurezza dell'acqua di Veritas
Dal 2019 Veritas sta lavorando ai Piani di sicurezza dell’acqua all’interno di un gruppo di lavoro tecnico costituito dai tredici gestori del Servizio idrico integrato del Veneto, nel quale è stato definito un metodo comune per tutelare la risorsa idrica.
Sono state inoltre poste le basi per l’analisi puntuale di tutte le filiere gestite, ottenendo una suddivisione del territorio in cinque differenti aree di indagine:
- Psa Veneziano - Comuni di Venezia, Cavallino Treporti e Quinto di Treviso;
- Psa Moglianese - Mogliano Veneto e Preganziol;
- Psa Clodiense - Chioggia;
- Psa Mirese e Riviera del Brenta - Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Martellago, Mira, Mirano, Noale, Pianiga, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea, Stra, Vigonovo, Zero Branco;
- Psa Sandonatese - Caorle, Ceggia, Cessalto, Fossalta di Piave, Eraclea, Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, San Donà di Piave, Torre di Mosto, Zenson di Piave.
Per ogni Piano di sicurezza è stato costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare che dovrà descrivere il sistema idrico e identificare i pericoli e gli eventi pericolosi, valutare le classi di rischio a cui ogni fase di lavorazione è esposta e determinare le relative misure correttive.
Il contributo di ognuno è fondamentale, come anche le segnalazioni da parte degli utenti registrate negli anni e che verranno analizzate parallelamente ai trend storici dei dati di funzionamento e di qualità dell’acqua erogata dagli impianti.